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L'antica Via Clodia ha origini lontane e remotissime. Venne spesso confusa con la via Cassia e la confusione tra i due itinerari durò fino al Medioevo. La Clodia è quindi, più antica della Via Cassia. E’ probabile che il suo costruttore sia C. Claudius Centho censore del 225 a. C. Altri studiosi tra cui Huelsen individuano come costruttore C. Clodius Vestalis triumviro monetale del 43 a. C.Questi avrebbe aggiunto ad una strada più antica il tratto Sabate-Forum Clodii. Tuttavia molto più verosimile appare l'ipotesi che ritiene la strada posteriore al 280 a. C., cioè posteriore alla conquista romana dell'Etruria nord-occidentale. Secondo questa ipotesi (Toynbee) possibili costruttori della Via Clodia sarebbero C. Claudius Canina (273 a. C.) e C. Claudius Russus (268 a. C.). |
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Secondo il Martinori la Via Clodia è stata costruita o per lo meno lastricata e rettificata da Appio Claudio Pulcro, censore della metà del III sec. a. C. e forse dallo stesso Appio Claudio Ceco al quale si deve la costruzione della Via Appia nel 280 a. C. Alla fine del IIl sec. a. C. la Via Clodia e la Via Cassia lasciavano Roma unite avendo in comune un breve tratto con la Via Flaminia. Il percorso proseguiva su un unico tracciato verso nord-ovest. All'altezza della cosiddetta Tomba di Nerone in realtà di P. Vibius Marianus (ad sextum) si staccava una strada diretta a Vejo. Al VII miglio circa, il percorso incontrava la Via Trionfale e solo al IX miglio all'altezza della Storta, le due strade si dividevano. La Clodia si distaccava sulla sinistra e raggiungeva la Via Aurelia costeggiando il Lago di Bracciano a nord-ovest mentre la Cassia proseguiva verso nord passando volutamente lontano da Vejo su un percorso più facile proseguiva quindi per Viterbo, Chiusi, Arezzo e Firenze. Mentre la Via Clodia si serve di strade di comunicazione già preesistenti tra diversi centri etruschi, la Via Cassia e la Via Aurelia, che costituivano strade di penetrazione militare non toccano che casualmente questi antichi insediamenti. Dalla Clodia, tra il 140 e il 150 chilometro, XVII miglio da Roma se si considera anche il tratto in comune con la Via Cassia, si distaccava un diverticelo in direzione nord-est. I resti di questa antica via selciata di epoca imperiale sono oggi ancora visibili e sembra dirigessero verso l'altura di Santo Stefano proseguendo poi fino al Lago di Bracciano verso Anguillara. |