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Poeti a braccio ad Anguillara |
La Regione Lazio e l'Istituto di Ricerca per il Teatro Musicale, in collaborazione con la Discoteca di Stato, hanno pubblicato, qualche tempo fa, un CD dal titolo "Tradizioni Vocali del Lazio" a cura di Giorgio Adamo e Grazia Tuzi. Il CD è stato prodotto in un limitato numero di copie e non distribuito commercialmente.
La mia sorpresa fu grande nel sentire, proprio all'inizio del CD, una serie di nove ottave di saluto dedicate ad Anguillara, incuriosito andai a leggere il libretto allegato e scoprii che quella registrazione fu fatta proprio ad Anguillara circa ventitré anni fa.
Dal momento che l'evento fu senza dubbio di grande importanza, penso sia doveroso renderlo quanto più di dominio pubblico, anche con la speranza che qualcuno dei lettori si scopra interessato e (perche no?) addirittura depositario di qualsiasi forma di canto tradizionale (stornelli, canti di lavoro e narrativi, da osteria, fiabe, ecc.), in quest'ultimo caso sarei molto felice di mettermi in contatto con lui per intraprendere una ricerca etnomusicologica del nostro territorio.
Prima di riportare fedelmente quanto pubblicato sul libretto allegato al CD, è opportuno illustrare in cosa consiste la poesia in ottava rima. La poesia in ottava rima di oggi conserva ancora la struttura metrico-ritmica di otto versi endecasillabi, con rima ABABABCC e recitazione cantilenante, tipica degli improvvisatori di piazza come i menestrelli e i trovatori del '300 e un ruolo importante viene assunto dal cosidetto 'obbligo di rima', vale a dire l'obbligo di iniziare l'ottava con la rima del verso conclusivo dell'ottava precedente. Nell'alternarsi dei poeti, ciò significa da una parte avere un tempo assai ristretto a disposizione per poter inventare l'ottava di risposta, dall'altra, poter passare un "testimone" più o nemo difficile al compagno/sfidante; ma parliamo del CD.
".....Come sa bene chi ha esperienza di ricerca sul campo, le situazioni fortuite si trasformano a volte in occasioni particolarmente felici dando vita a eventi musicali di eccezionale interesse. E' quel che è accaduto la sera del 21 gennaio 1979, quando, in occasione della rimandata gara di poeti a braccio (causa pioggia) per la festa di S. Antonio, in un ristorante/osteria di Anguillara, si riuniscono i poeti invitati da alcuni appassionati locali..............
..........Nel disco è riportata la parte iniziale della registrazione, corrispondente in sostanza al giro "di saluto", nel quale ogni poeta per così dire "si presenta" e saluta i compagni. Ma l'eccezionalità della registrazione risiede anche nel rendere possibile un confronto immediato tra gli esecutori, diversi per provenienza, età e professione, attraverso il quale è possibile identificare gli elementi di stabilità del modello e i margini di divergenza stilistica all'interno di una ben identificata e condivisa tradizione vocale che non mostrava, al momento, alcun segno di decadenza, stereotipia o involuzione........". |
(1) Apre la serie dei saluti Giulio Recchia di Veiano (VT):
Io all'Anguillara nun c'ero mai stato,
ma m'è piaciuto tanto 'sto paese
ogni persona sai tanto educato
così gentile, affabile e cortese;
per questo il mio saluto vi ho portato
senza a nessuno fa paga' le spese,
proprio per questo amici son venuto
da Veiano a portarvi il mio saluto. |
(2) Risponde Francesco Vincenti di Bassano Romano (VT), oggi residente ad Anguillara:
Anch'io venni a dar mio contributo
e un contributo mio lo do co' il cuore,
questo paese sempre mi è piaciuto
che per la vita ce farò l'amore;
amici cari tanti ho conosciuto
gente 'ssai onesta e piena di calore,
un saluto vi porto da Bassano
di questo posto sai non è lontano. |
(3) E' la volta di Luigi Bernardi di Bracciano (RM):
Or vi saluto io da Bracciano
pe' salutarla questa gente cara,
mi ci partii da poco lontano
pe' ritrovarla qui all'Anguillara,
dove un paese è simplice e sano
anche la gente la trovo più cara
e poi ricordo pe' fatal destino
quella sagra si del lattarino. |
(4) Poi risponde Porfirio Valeri di Lariano (RM):
Io venni a capitar per mio destino
assendo appassionato del mio canto,
a 'sti poeti vorrei sta' vicino,
che veramente a me mi piace tanto,
e qua a Anguillara vi farò l'inchino
spero che er canto mio non sarà infranto;
porto la poesia cul vero cuore,
col rispetto più degno dell'amore. |
(5) E quindi canta Stefano Prati anche lui di Lariano (RM):
Io come voi alla musa do valore,
venni a ridisputarla la tenzone,
qui al tavolino c'è più d'un signore
sempre propenzo a darci il paragone;
vedo un Veggetti che è un grande amatore,
un Rinaldo che dà soddisfazione,
vado dovunque che poco mi costa,
'sta sera per cantar ci venni apposta. |
(6) Ribatte la rima Rinaldo Adriani di Mscioni (AQ):
Mi piace di accettare ogni proposta
e perciò di cantare prendo impegno,
a chi è poeta il canto poco costa
e di Anguillara ne faremo un regno;
ci si vie d'occasione oppure apposta,
ma qui le Muse si danno convegno,
che ancor per monti ed amene valli
sento tori muggir, nitrir cavalli. |
(7) Lancia il suo saluto Vittorio Bigetti di Leonessa (RI):
Ma io sento parlar per monti e valli
di questa cara e nobbile Anguillara
dove tutte le sere ci scavalli
e ci passi la vita tua più cara;
Pe' gli altri no' li faccio gl'intervalli
e per parlar di ognuno si prepara,
bensì che la mia ottava poco spessa,
ma il saluto vi porto da Leonessa. |
(8) Non è da meno Pompilio Tagliani di Tolfa (RM):
Col dolce canto e la sentenza stessa
vin' Anguillara per da' il mio contributo,
Ma la pioggia non la e che ne cessa
ma d'io con salute vi saluto
con la dolce rima genuflessa
all'omo intelligente e ancor più astuto,
saluto la giovane e la vecchia
Anguillara nel lago a te si specchia. |
(9) Chiude la fase dei saluti Edilio Romanelli di Arezzo:
Di ritornarci voglia ne aveo parecchia,
ed anche il tempo se ne fu contrario
alzai l'apparecchio, misi l'orecchia
tu mi dicesti tutto il necessario;
ed oggi incontro tanta gente vecchia
che ormai descritto dentro il mio diario,
vuol dir che questi incontri a tutti giovi
e le speranze dò ai vecchi e ai nuovi. |
Pino Pontuali |
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