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IGNAZIO JACOMETTI

Cresciuto a Roma nell'ambiente del classicismo post-Canoviano, a contatto con il Thorwalsen e il Tenerani, con il Mainardi, l'Owerbeck, il Tadolini ed altri, Ignazio Jacometti (1819-1883) acquistò rapida fama con due gruppi statuari che Papa Pio IX volle collocati ai piedi della Scala Santa in Laterano. Destò scalpore, nella Roma dell'epoca, la visita che Papa Mastai fece allo studio dello Scultore nell'agosto 1852.Acquistato in tale occasione il "Bacio di Giuda" (già tradotto in marmo), il Papa gli commissionò poi un secondo gruppo: "I'Ecce Homo". Dalla stima e l'affetto di Pio IX e del Segretario di Stato Cardinale Antonelli per lo Jacometti dovevano nascere numerose altre commesse e quindi, a partire dal gennaio 1870, l'incarico di Direttore Generale dei Musei e Gallerie Pontificie.

Oltre ai lavori della Santa Sede, Ignazio Jacometti produsse opere per vari ordini religiosi e singoli privati. Per questi ultimi fece soprattutto ritratti ed alcuni monumenti funebri. Tra le statue scolpite per Chiese e Monumenti sono da ricordare, assieme ai due gruppi della Scala Santa, il "Mosè" del Monumento dell'Immacolata in Piazza di Spagna, la statua di Pio IX Orante in Santa Maria Maggiore, il "San Pietro" nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, le quattro statue del Monumento al centro dell'Isola Tiberina.Di un'epoca caratterizzata da grandi rivolgimenti politici sentì le forti passioni e fu anche vittima. Respinse con decisione letture in chiave politica del suo "Giuda" (il riferimento al comportamento di alcuni personaggi che pure avevano beneficiato dell'amnistia proclamata da Pio IX all'inizio del suo pontificato). Ex studente dell'Accademia di San Luca, della stessa divenne prima residente, quindi insegnante (nel 1861) e infine presidente (nel 1869). Ma gli stretti rapporti con il Vaticano gli valsero, dopo la Presa di Roma, la decadenza da quella carica e poi la sospensione dall'insegnamento stesso.

Nella sua qualità di Direttore dei Musei Pontifici, intraprese la compilazione del primo inventario del patrimonio presente nei musei e gallerie vaticani e Lateranensi e la riorganizzazione degli stessi. Nel 1875 le statue erano state trasferite dal vecchio studio di Piazza Barberini e sistemate, dallo stesso scultore, nell'androne della nuova casa di Via della Consolazione, ai piedi del Campidoglio. Morto l'artista, i gessi rimasero sempre nello stesso posto. Ma nel 1939 l'edificio era destinato ad essere abbattuto nel quadro della ristrutturazione urbanistica di quella zona di Roma.

Ad Anguillara, dove la famiglia Jacometti aveva da secoli vaste proprietà, dove lo stesso Ignazio aveva sempre passato parte dell'anno, e dove cerano altri pezzi della sua produzione artistica presso la Collegiata e presso alcuni parenti, si raccolse così quello che rimaneva della bottega di un'artista che, nei decenni tra il 1850 e il 1880 fu uno dei più noti, ammirati e ricercati di tutta Roma.

RECUPERO

Ammassati per decenni, nonostante la loro importanza, assieme a mobilio e altri oggetti, in uno scantinato della Chiesa della Collegiata, i gessi dello scultore Jacometti sono stati recuperati nel 1996 da alcuni confratelli del l'Arciconfraternita di Anguillara ed altri volontari in vista di un loro restauro e sistemazione definitiva nell'oratorio della Disciplina, nel paese vecchio di Anguillara Sabazia.

Gran parte dei gessi sono a grandezza d'uomo e in discrete condizioni di conservazione. Si tratta di opere poi realizzate in marmo (come il "Bacio di Giuda" e "Ecce Homo") e progetti rimasti in questa forma anche se, talvolta, opere ugualmente molto ammirate all'epoca, come per la grande composizione della "Pietà" presentata in varie esposizioni dell'epoca a Roma e a Londra.

RESTAURO ED ESPOSIZIONE

Su indicazione e con la supervisione della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Roma e del Lazio, sono state inviate a gara tre ditte esperte nel restauro di gessi. Il comitato promotore del restauro ha poi fatto la scelta e ha stipulato un contratto con quella risultata più idonea. L'inizio dei lavori è previsto per il mese di settembre 1999 e sarà eseguito su un primo gruppo: "L'Arcangelo e Tobia".La spesa prevista per questo primo intervento è di sette-otto milioni. Seppure non si esclude la possibilità di finanziamenti pubblici, gran parte della somma dovrà essere raccolta attraverso donazioni volontarie. Il costo per il restauro dell'intera serie di statue è di circa cinquantacinque milioni escluso il restauro dell'Oratorio (importo da definire in un secondo tempo). Al termine del primo restauro sarà organizzato un convegno di studi sulla figura e l'opera di Ignazio Jacometti con la partecipazione di storici dell'Arte e funzionari della Soprintendenza. L'allestimento nell'Oratorio di un Museo intitolato allo scultore Jacometti contribuirà a valorizzare Anguillara Sabazia, già importante meta turistica per il meraviglioso paesaggio lacustre su cui si affaccia e per il caratteristico borgo antico. Il testo di questa pagina è stato curato dall'Arciconfraternita di San Giovanni Decollato.