La Madonna veste pallio turchino. All'altezza del ginocchio la figura è tagliata dalla rappresentazione della porta della città con i suoi merli ghibellini". Si è pensato per lungo tempo che la torre con il portale chiuso fossero state aggiunte in epoche posteriori alla realizzazione del dipinto. Si colloca l'epoca di questo rimaneggiamento al periodo del ritorno degli anguillarini dall'esilio al quale furono costretti dal Conte Gentil Virginio Orsini. La comunità di Anguillara venne allora tacciata di tradimento dal principe e quindi condannata all'esilio poiché nessuna resistenza era stata opposta alle truppe papaline che assediavano la città ed anzi venne permesso loro un facile accesso in paese attraverso la porta principale lasciata appositamente aperta. È uno dei più significativi episodi della storia di Anguillara. Al ritorno in paese dopo circa due anni di esilio. il 15 maggio 1497, gli Anguillarini, tramanda la tradizione, decisero di apportare delle modifiche al quadro con l'aggiunta della torre merlata. Studi ulteriori sul dipinto hanno permesso tuttavia di accertare che la torre dipinta è della stessa epoca dell'intera opera. Il dipinto, il cui valore è più storico che artistico, fu oggetto poi di altre vicissitudini. |
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Dopo un restauro effettuato dal Prof. Colalucci il quadro della Madonna di Roccamaggiore nel 1990, venticinque anni dopo il furto, venne ricollocato sull'altare in fondo alla navata di destra della Collegiata. A proposito di questa Cappella, nei suoi appunti e memorie, Don Angelo Zibellini, alla fine del secolo scorso, scriveva: "Le pitture dell'altare di Maria SS.ma di Roccamaggiore in Collegiata furono fatte dal pittore Pietro Angioletti a saldo scudi 27 (vedi registro) Cappella di Loreto anno 1784... I stucchi furono fatti da Virginio Galli scudi 75".
(Notizie tratte dall'articolo "La Madonna Pellegrina" pubblicato su "La Tribuna del lago", maggio 1990, nº 49), e da memorie di Don Angelo Zibellini. |
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