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L'ambiente naturale lacustre
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I rettili
Gli uccelli sono gli animali selvatici più facilmente osservabili nei due laghi; infatti dopo qualche mese di ripetute battute di caccia fotografica, siamo riusciti a fissare sulle pellicole molti degli esemplari che qui presentiamo. Più difficile la fotografia per i mammiferi, sia per la loro rarefazione, a causa della caccia con fucile, sia perché, molti sono soliti uscire dalle loro tane durante le ore notturne e vuoi anche perché mimetizzati così bene nell'ambiente che non siamo riusciti ad individuarli.

Come abbiamo accennato in precedenza, a causa della conformazione dei due laghi che non consente fondali bassi (50/100 cm), se non per brevissimi tratti, molti uccelli acquatici, soliti ad immergere solo una parte del corpo per beccare le piante acquatiche come le anatre di superficie, trovano difficoltà ad alimentarsi per cui prediligonoaltri ambienti come il lago Trasimeno e i laghi del Circeo. Nessun problema, invece, per gli uccelli che riescono ad immergere tutto il corpo e a spingersi anche in profondità come le anatre tuffatrici.

La specie più numerosa che frequenta i due laghi, ma anche quello di Vico, è la folaga. Da lontano può essere scambiata per un'anatra, ma appena più vicina si distingue subito per la sua caratteristica macchia bianca (placca) sulla fronte e per il becco pure bianco, il suo piumaggio è decisamente nero. La folaga costruisce il suo nido ancorandolo fra le canne. Nei mesi estivi in gran numero le folaghe migrano verso Nord, ma diverse coppie si trattengono per nidificare. E' un'ottima tuffatrice e nuotatrice subacquea, si ciba di piante anche ad alcuni metri sotto il pelo dell'acqua. La si trova anche in grandi branchi soprattutto sul lago di Bracciano nell'ansa delle Pantane e in quella di Anguillara.
Gli uccelli d'acqua, i rapaci notturni, gli uccelli stanziali e di passo che interessano l'area dei Monti Sabatini sono oltre cento, pertanto per menzionarli tutti necessiterebbe una pubblicazione a parte, tuttavia avvalendoci sulle osservazioni e pubblicazioni fatte in precedenza da validi ornitologi e naturalisti come Guido Prola abbiamo limitato la descrizione su un numero di specie, quelle più facilmente osservabili soprattutto dagli appassionati di birdwatching.
La gallinella d'acqua: più piccola della folaga (33 cm. contro i 36/38 della folaga), si riconosce subito per il suo caratteristico becco rosso con apice giallo. Il piumaggio è quasi del colore della folaga, il suo sottocoda è bianco e nero. Nidifica nei canneti.
Il porciglione: scientificamente conosciuto con il nome di Rallus aquaticus, ha le stesseusanze della gallinella d'acqua, infatti nidifica insieme ad essa nei canneti. Rispetto a questa è più piccolo, ma il suo becco, tutto rosso, è più lungo. Difficilissimo da osservare perché vive quasi sempre nascosto tra i canneti e la vegetazione riparia, tuttavia è individuabile per il suo "grugnito" simile a quello di un porcellino, da qui il nome di porciglione.

Le anatre selvatiche si dividono in anatre di superficie e in anatre tuffatrici. Come abbiamo già visto, quelle di superficie prediligono altri siti rispetto a quelli dei Monti Sabatini, anche se qualche specie come il germano reale resta nel lago di Bracciano tutto l'anno. Le anatre tuffatrici in piccoli e medi branchi stazionano nei due laghi con più tranquillità, tra queste è facile osservare:

La moretta: dice il naturalista Prola che è l'esemplare tra i più numerosi del lago di Bracciano, è riconoscibile per il bianco dei fianchi e il nero del resto del corpo, scientificamente si chiama Aythya fuligula.

Il moriglione: di dimensioni pressoché simili alla moretta, il maschio si distingue per una colorazione più vivace del corpo in cui prevale il rosso. Lungo 24/26 cm., sverna nell'Europa occidentale.
Il germano reale: è presente tutto l'anno nel lago di Bracciano, in parte addomesticato, infatti lo si può incontrare lungo le rive e lungo i pontili di Trevignano e di Anguillara, fiducioso, insieme ai cigni ed alle oche, di ricevere qualche cibo dai turisti. La femmina emette il simpatico "quac". E' lungo dai 56 ai 60 cm., costruisce il nido vicino alle rive, il maschio ha il capo di colore verde smeraldo scuro
Lo svasso maggiore: scientificamente conosciuto con il nome di Podiceps cristatus, uccello acquatico molto timido è difficile da avvicinare, ha un collo lungo e sottile. In primavera nel periodo del corteggiamento, assume un pittoresco aspetto di maschio con due ciuffetti sopra la testa e una coloritura del capo e del collo più vivace. Si nutre prevalentemente di pesce. Nidifica su piattaforme ancorate alle canne. Predilige il lago di Martignano a quello di Bracciano per la tranquillità che ama molto. Da quando il lago di Vico è diventato una riserva naturale si è spostato su quest'ambiente dove riesce a nidificare.
Il cormorano: è un grande uccello (92/95 cm.) che d'estate vive vicino al mare e d'inverno si sposta nelle zone più riparate della terraferma. Sul lago di Bracciano è facile incontrarlo mentre appollaiato su un ormeggio o su una barca ancorata spiega le sue ali per farle asciugare dopo aver effettuato una "caccia subacquea"; esso infatti è un ottimo nuotatore e pescatore subacqueo. Durante il periodo dell'accoppiamento alcuni cormorani hanno la testa e il collo grigi. Nidificano in colonie sugli scogli. Afferma Prola, nella sua pubblicazione del 1987 "Guida naturalistica del lago di Bracciano", che le grandi oche selvatiche e le oche lombardelle, sono state più volte osservate nel lago, ma non più di tanto per effettuare qualche documentazione fotografica.
Alcune coppie di cigni reali sono state immesse nel lago di Bracciano per motivi ornamentali; sono grossi animali che allo stato selvatico vivono nell'Europa dell'Est.
Il gabbiano: sono numerosi lungo tutte le sponde dei due laghi, in particolare il gabbiano reale e quello comune. Il primo è quello che si incontra in tutti i porti e città di mare, da circa 30 anni ha cominciato a frequentare anche i laghi dell'entroterra. Mangia di tutto, di solito rovista nei rifiuti. I giovani hanno il piumaggio scuro; nel quattro anni che impiegano a diventare adulti diventano sempre più bianchi. Il gabbiano comune, invece, diventa adulto dopo due anni. E più piccolo del primo di circa 20 cm. (gabbiano reale 56 cm.). Il becco è generalmente rosso pallido e da giovane ha penne marroni sulle ali e la coda ornata di nero.
L'airone cenerino: si incontra in primavera e nel periodo del passo soprattutto al lago di Martignano, la sua sosta però è limitata. Quest'uccello solito a rimanere immobile per molto tempo nell'acqua alta pochi centimetri, nidifica in colonie sugli alberi mangia pesci, rane e piccoli mammiferi; è lungo circa 95 cm. Anche la sgarzetta o airone bianco sverna nella nostra zona, non è improbabile incontrarlo lugno la via che porta a Trevignano, poco prima dell'Acquarella e soprattutto al lago di Martignano.
Il tarabuso: è il più piccolo degli aironi, infatti può misurare dai 50 ai 75 cm. Si mimetizza perfettamente con le canne, infatti quando è spaventato si immobilizza con il becco puntato verso l'alto, con le righe gialle e marroni del suo piumaggio si confonde perfettamente con le canne che lo circondano. Il richiamo del maschio è uno strano suono rimbombante. E' una specie di passo primaverile
Il beccaccino: è un uccello lungo massimo 27 cm. dal lungo becco che gli serve per catturare piccole larve, crostacei e vermi nel terreno umido, infatti vive prevalentemente nei campi umidi, nelle paludi e sulle rive dei laghi. E' possibile scorgerlo nell'area protetta delle Pantane e qualche volta lungo le rive del lago di Martignano. Quando è disturbato si alza in volo e procede a zig zag.
Il piro piro piccolo: sono abbastanza numerosi sulle spiagge e tra i sassi delle sponde, si riconoscono per il bianco sulle ali, per il continuo ondeggiare della parte posteriore del corpo e perla nota stridula che emettono quando partono in volo. E' mediamente lungo20cm. D'estate predilige le zone umide e i laghi di montagna. A Martignano e a Bracciano si incontrano maggiormente in primavera e in autunno.
Il martin pescatore: è un uccello migratore, tuttavia alcune coppie sono presenti tutto l'anno lungo le rive dei due laghi presso i resti dei boschi ripari. Nidificano sulle pareti rocciose e tufacee che si affacciano sul lago nei pressi di Anguillara. Facile incontrarli anche al lago di Martignano che prediligono per la sua tranquillità. Si ciba di piccoli pesci, larve di insetti come quelle del ditisco e di piccoli crostacei, per catturarli si tuffa nelle acque è lungo 17 cm., i suoi colori sono splendenti: dall'azzurro al verde bottiglia delle ali, al rosso del petto e della testa vicino al becco.
I piccoli uccelli delle canne trovano soprattutto sul lago di Bracciano un ambiente favorevole, pertanto una buona parte vi nidifica. Discreta la presenza dell'usignolo di fiume, del cannareccione e della cannaiola. Nei territori più interni si incontrano spesso le pavoncelle, le capinere, gli occhicotti, le magnanine e i pigliamosche. I merli si incontrano su tutto il territorio dei Monti Sabatini; i tordi arrivano in ottobre e ripartono a marzo. Nidificano anche la cingiallegra e la cinciarella. Sui rami e sui cespugli prospicienti l'acqua del lago costruiscono un nido particolare il pendolino. Purtroppo data l'interessante struttura dei nidi realizzati da questi uccelli, i pescatori e i turisti in barca spesso li portano via.

Tra gli ontani e i salici spesso si possono osservare gruppi di codibugnoli, piccoli uccelli che cacciano i parassiti delle piante, sono riconoscibili dalla caratteristica coda più lunga dell'intero corpo. I pettirossi, dalla caratteristica aggressività nei confronti dei propri simili per la difesa del territorio, si trovano quasi ovunque. Le taccole e le cornacchie grigie, frequentano solitamente le rive del lago di Bracciano dove si cibano di pesci morti, di insetti, frutti selvatici e rifiuti alimentari (lasciati sulle rive da turisti).

Gli storni durante i mesi invernali spesso vanno a dormire tra i canneti e le piante dei boschi ripari.

 I rapaci si distinguono in notturni e diurni, tra i diurni si può osservare volteggiare nel cielo sopra le radure dei boschi tra Vigna di Valle e Trevignano il nibbio bruno, la cui apertura alare si avvicina al metro e ottanta. E' questa una specie migratrice che si ferma nei mesi estivi tra i Monti Cimini, i Monti della Tolfa e quelli Sabatini. La sua dieta è prevalentemente a base di pesce.

Gli altri rapaci diurni che con un po' di fortuna si possono osservare nel birdwatching. La poiana: è presente sui Monti Sabatini tutto l'anno, lunga 54 cm. e con un'apertura alare di 140 cm. Si nutre di rettili, piccoli mammiferi, uccelli. Lo sparviero: è considerevolmente più piccolo rispetto ai precedenti rapaci presentati, da qualche anno è diventato difficile osservarlo, forse perché troppo infastidito da cacciatori e bracconieri.

 

Il falco di palude: anch'esso divenuto raro in questi ultimi anni. Frequenta in genere, i canneti e le zone umide, vola molto basso come lo sparviero; si nutre di piccoli mammiferi, rettili e uccelli.

Più numerosi dei cugini diurni, i rapaci notturni sono presenti in tutti i boschi dei Monti Sabatini. Sono animali molto utili perché predano principalmente i topi. Troviamo, pertanto, l'allocco, il barbagianni, la civetta, il gufo e l'assiolo, quest'ultimo più piccolo degli altri rapaci notturni è prettamente insettivoro.