IL PATRIMONIO ITTICO DEI LAGHI |
Nelle acque soprattutto del lago di Bracciano vivono molte specie di pesci di cui circa la metà introdotte dall'uomo a partire dal secolo scorso. |
Ancora oggi annualmente vengono immessi per ripopolamento milioni di avannotti provenienti da vari centri di piscicoltura del Lazio e di altre regioni. Nei pressi di Anguillara Sabazia esiste un centro ittiologico e di incubazione ittica per il lago di Bracciano realizzato tempo fa dall'Amministrazione Provinciale di Roma. |
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Purtroppo alcune specie importate dall'esterno si sono talmente ben ambientate da compromettere le nicchie ecologiche di quelle endemiche. Un esempio è l'introduzione verso la fine del secolo scorso del persico sole. Pesce questo originale dell'America del Nord e famoso per la sua voracità; ne fanno le spese tutti gli avannotti, compresi quelli di specie pregiate. Per le sue piccole dimensioni non ha alcun valore d'interesse commerciale ed alimentare. Le specie maggiormente diffuse nei due laghi sono undici, Persico Sole: al massimo raggiunge i 20 cm. Questo piccolo flagello degli ambienti lacustri fu introdotto all'inizio del nostro secolo presso i laghi di Martignano, di Vico e di Bolsena. altre specie, come la Trota iridea, anch'essa d'origine Nord-Americana, non è riuscita ad ambientarsi nei laghi di Bracciano e di Martignano, per cui oggi non esiste più, a meno che non venga rimessa dall'esterno. |
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Luccìo: definito il barracuda dei laghi per la sua aggressività ed anche per una certa somiglianza, vive prevalentemente nelle zone ricche di vegetazione dove trova il suo ambiente di caccia. Si nutre di pesci, anfibi e pulcini di folaga e di anatra. Può vivere fino a trent'anni e raggiungere i 20 kg. di peso con una lunghezza di oltre un metro. La riproduzione avviene tra febbraio ed aprile. Scardola: il suo habitat ideale è dove le acque sono ferme e ricche di vegetazione. Si nutre principalmente di larve di insetti, piccoli crostacei, di invertebrati e di piante acquatiche. E' un pesce molto piccolo che può raggiungerei 30cm di lunghezza e i 700 gr. di peso. Si riproduce da aprile a giugno. |
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Tinca: è un pesce da fondale, vive in mezzo alla vegetazione. Supera gli inverni più rigidi sepolta nel fango. Si nutre di piante e di piccoli animali acquatici. Raggiunge i 50 cm. di lunghezza. Carassio: è una specie di origine asiatica che si è ben ambientata nelle acque del lago di Bracciano, infatti si trova ovunque. Si nutre d'insetti, larve e vegetali. Ama le acque ricche di vegetazione; depone le uova sulle piante acquatiche all'inizio dell'estate. La sua lunghezza massima può essere di 52 cm |
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Carpa: la sua introduzione risale addirittura all'epoca romana; è originaria dell'Europa orientale e dell'Asia occidentale. In inverno si rifugia nel fango restandovi in uno stato di semi letargo. Ama le acque tiepide e dense di vegetazione. Risale spesso in superficie per scaldarsi al sole. Si nutre principalmente di piante e di animaletti che separa dal fango che succhia, trita il cibo con i denti che ha nella gola. La sua lunghezza media è intorno al mezzo metro, tuttavia nel passato si sono pescati esemplari lunghi più di un metro e dal peso di oltre 30 kg. Depone le uova verso la fine della primavera e all'inizio dell'estate. |
Anguilla: nasce nell'Oceano Atlantico e in particolare nel Mar dei Sargassi. E' un animale tra i più enigmatici, infatti depone le uova a circa 1000 metri di profondità. |
Le larve appena nate si portano, sempre nei Sargassi, a 100/300 metri. Appena raggiungono il mezzo metro di lunghezza iniziano la loro migrazione verso l'Africa e l'Europa, percorrendo in tre anni dal 4 ai 7000 chilometri. Dal mare così passano all'acqua dolce dei fiumi fino a risalirli, soprattutto nelle ore notturne, tra novembre e maggio. Dai fiumi, passano ai torrenti, ai piccoli corsi d'acqua fino a raggiungere stagni e laghi. In questi ambienti permangono per quattro/sette anni, poi, spinti da un misterioso richiamo tornano verso il Mar dei Sargassi per poi, probabilmente morire lì. La vita di un anguilla può superare i 30 anni. La scienza non sa spiegarsi questo comportamento e questa adattabilità tra le acque saline dei mari e quelle dolci dei laghi. La fantasia attribuisce a questi animali un collegamento ancestrale tra le terre emerse dell'Europa e dell'Africa con il continente sprofondato di Atlantide che molti pensano essere esistito 11.000 anni fa proprio dove ora c'è il Mare dei Sargassi. L'anguilla può raggiungere il metro di lunghezza e pesare oltre i 4 kg. E' carnivora e si ciba di tutti gli esseri viventi di piccole taglie che vivono sia nel mare che nei laghi. |
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Coregone: è un pesce pregiato molto ricercato per le sue carni dal sapore delicato, è stato introdotto in molti laghi italiani alla fine del secolo scorso dalla Svizzera. La presenza molto ricca di questi salmonidi denota un buon funzionamento della catena alimentare e, quindi, il buono stato dei laghi, esso infatti è definito "indicatore-ecologico" (vedi scheda specifica). Il coregone si nutre di zooplancton, infatti la sua bocca piccola e priva di denti, non gli consente di alimentarsi diversamente. Vive lontano dalle sponde tranne che in inverno, dove si avvicina alle rive per deporre le uova. Può misurare fino a 70 cm. e pesare 8 kg. |
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Persico Sole: lo abbiamo già incontrato nel descrivere i danni che esso arreca alle altre popolazioni di pesci dei laghi di Bracciano e di Martignano. C'è comunque da distinguerlo dal suo "cugino" (persico reale foto) già presentato, per la differenza sostanziale nell'uso alimentare. Il persico sole, infatti, per le sue piccole dimensioni (max 20 cm) e le molte lische è quasi immangiabile; il persico reale può invece raggiungere i 30 cm di lunghezza e le sue carni sono più gradevoli. Famosi per il gusto i filetti fritti-dorati del persico reale. |
Gli indicatori ecologici
Perché un lago sia ritenuto sano, diversi sono i fattori di valutazione, tra questi i più evidenti la trasparenza delle acque e l'odore che si respira lungo le rive, ma aldilà di questi aspetti immediati, esistono piante ed animali la cui presenza sta a significare in maniera inequivocabile lo stato dell'ambiente |
Gambusia: Pesce questo introdotto in Europa verso la fine della prima guerra mondiale dall'America. la sua funzione allora era quella di limitare l'espandersi della malaria, infatti la gambusia è ghiotta di larve di zanzara. Oggi nel lago di Bracciano copre una sua specifica nicchia ecologica che non disturba le altre popolazioni di pesci. Oltre alle larve di zanzara e di altri insetti, utilizza per la propria alimentazione piccoli crostacei ed alghe. La femmina è ovovivipara partorisce fino a 100 piccoli avannotti già in grado di essere autosufficienti. E' un pesce molto piccolo tra i 10 e i 20 cm. Triotto: questo pesce, come la Rovella che è molto simile, è un pesce molto piccolo, al massimo raggiunge i 18 cm di lunghezza. Il triotto sta lentamente sostituendo la rovella, pesce indigeno, in fase di rarefazione. Il triotto è stato introdotto in epoca recente. Si nutre prevalentemente di larve di insetti, vegetali e piccoli invertebrati. |
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La presenza massiccia delle alghe verdi conosciute con il nome scientifico di Characeae e volgare di "Alghe a candelabro", denota uno stato buono dell'ambiente. Comunque la presenza di una fitta corona di piante acquatiche garantisce una difesa naturale delle acque pelagiche lacustri, funzionando essa stessa da accumulatore di eventuali sostanze tossiche. Il diradamento o la scomparsa delle Characeae ed anche di corone di altre piante acquatiche indica una situazione negativa in tutta la biocenosi del lago. Al lago di Bracciano, intorno al 1983 si era giunti a questo livello, per fortuna la dinamica involutiva è stata bloccata. Il gamberetto d'acqua dolce è un altro indicatore ecologico, questo piccolo crostaceo non vive nelle acque torbide e con minime sostanze tossiche. La sua presenza dimostra uno stato ottimo dell'ambiente; purtroppo nei pressi delle rive dei laghi del Lazio è quasi assente, alcune presenze si hanno al lago di Martignano e a quello di Monterosi. Affolla, invece, i cosiddetti fossi ancora incontaminati prossimi a sorgenti di acqua in zone lontane da attività antropiche accentuate. |
La presenza nei laghi di molluschi gasteropodi come la Bythinia tentaculata e la Theodoxus fluviatilis, nonché di Chironomidi denota una situazione accettabile dell'ambiente. Il lago di Bracciano, rispetto ai laghi di Vico e di Bolsena, ha un numero superiore di generi di chironomidi: diciotto nel lago di Vico, venti in quello di Bolsena e ventiquattro in quello di Bracciano. |
Nelle acque bentoniche del lago di Bracciano si riscontrano 3 generi di crostacei malacostraci, quali: Asellus, Gammarus (bentonico) e Niphargus, animaletti questi notoriamente esigenti dal punto di vista ecologico. Sono stati individuati fino a 60 metri ed oltre di profondità. Il pesce coregone è un altro ottimo indicatore ecologico, infatti la sua presenza vuol dire che tutta la catena alimentare del lago è ancora equilibrata. Il coregone, infatti, senza zooplancton scomparirebbe. Il plancton, in genere, risente molto dell'alterazione chimica delle acque, un eccessivo inquinamento da parte di sostanze tossiche comprometterebbe la sua sopravvivenza. |
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