IL LAGO DI MARTIGNANO |
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La mancanza di strade litoranee e di insediamenti umani a parte due fattore, consentono la conservazione di un interessante ambiente naturale. Il paesaggio è in parte costituito da terreni coltivati, da prati e da una fitta macchia che scende sulle rive più a ponente.
La sua profondità massima è di 59 metri, con un'area di 2,440 Km². E' lungo 2.015 metri e largo 1.545 metri. Il lago di Martignano era conosciuto nell'antichità con il nome di Alseatinus. Alcuni studiosi pensano che questo nome derivasse dall'esistenza di un centro abitato (Alsieta) più antico del periodo etrusco e forse del periodo falisco. |
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L'acquedotto che Augusto fece costruire per alimentare i grandi invasi per le naumachie (giochi per battaglie navali in grandi piscine) presso l'attuale Trastevere in Roma (2 a.C.) si chiamava Alsietino; infatti prelevava le acque dal lago "Alseatinus", oggi conosciuto con il nome di Martignano. |
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LA FORESTA FOSSILE DEL LAGO DI MARTIGNANO |
Come prova inequivocabile dell'utilizzazione del lago di Martignano nel passato e come variazioni climatiche che hanno interessato negli ultimi 2000 anni il comprensorio Sabatino, ma anche l'Italia centrale, sono le testimonianze fossili di un bosco di querce sotto la superficie del lago. altre testimonianze, più antiche, come abbiamo già visto sono celate ancora sotto l'attuale localizzazione degli alberi sub-fossili, ma qui andiamo ben oltre i 2000 anni. La costa immersa interessata dalla presenza dei resti di un antico bosco di querce è localizzabile in un tratto antistante l'emissario tra i 7 e i 14 metri sotto la superficie. L'importanza del ritrovamento è relativa alla constatazione diretta dell'effetto dovuto al prelievo dell'acqua da parte dell'acquedotto "Alsietino" fatto costruire da Augusto ed entrato in funzione nel 2 a.C.; infatti in 200 anni di prelievo il lago si abbassò di oltre 29 metri. Nel 200 d.C., terminato il prelievo, il lago mantenne costante per due secoli la profondità di 42 metri. |
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Il bosco si diffuse dalle rive fino a raggiungere la foresta che da millenni prosperava lungo i pendii del lago fino a coprire valli e rilievi che, titleernativamente a vasti prati, si congiungeva con la Toscana e l'Umbria. Ad iniziare dalla metà del IV secolo un aumento della media delle precipitazioni meteoriche annuali fece sì che il lago riprendesse a crescere. Tra il V e il VI secolo il livello del lago coprì gli ultimi alberi del bosco che in quasi trecento anni aveva occupato una parte della costa emersa. Intorno al 1000 il lago di Martignano aveva riconquistato il livello originale che aveva prima dell'acquedotto "Alsietino" raggiungendo la profondità di 71 metri. Nel 1828, quando fu praticato il traforo tra il lago di Martignano e quello di Bracciano, il livello scese di 12 metri. Oggi, come abbiamo visto, il lago mantiene una profondità massima di 59 metri. |
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Come prova scientifica di quanto esposto sono le analisi effettuate tra il 1970 e il 1975 utilizzando il metodo della radiodatazione. Il lago che presenta il valore T.S.I. più elevato può essere considerato il lago in condizioni di salute migliore; quello con il valore più basso è considerato in condizioni meno buone. L'indagine condotta dall'Istituto di Ricerca sulle Acque del C.N.R., resa nota al Ministero dell'Ambiente attraverso la sua pubblicazione annuale "Relazione sullo Stato dell'ambiente" ha considerato 147 laghi. |
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L'indice di stato trofico (T.S.I.) di un lago è un indice relativo. Si ottiene dalla sommatoria di tre indici ricavati come di seguito:
- % di ambienti, nell'insieme dei laghi considerati, che presentano una concentrazione di fosforo totale superiore a quel la del lago considerato;
- % di ambienti, nell'insieme dei laghi considerati, che presentano valori minimi di trasparenza del lago considerato;
- % di ambienti, nell'insieme dei laghi considerati, che presentano valori minori di ossigeno ipolimnico del lago considerato |
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